Dal blog di Luciano Odorisio: Meno male che ci pensò Garibaldi

Se  non era per Don Peppino in camicia rossa avremmo avuto questa bandiera

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Ora vanno in giro per Napoli  questi personaggi, quello senza barba, è  uno dei pretendenti al trono del regno delle due Sicilie

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La famiglia principesca dopo la lunga passeggiata nei vicoli del Decumano con al seguito una folla mica tanto plaudente, stanca e poco felice, ritorna in albergo.

Le due bambine avrebbero voluto andare a mangiare qualcosa da Mc Donald, sopratutto senza quegli assurdi abiti che hanno suscitato risate, fischi e pernacchi da parte di molti spettatori della principesca promenade.

L’aspirante regina aveva troncato ogni discussione: “bambine fate le pvincipessine sevie, non dimenticate cosa siete e cosa potveste esseve nel futuvo, hamburgev e patatine non sono pietanze pvincipesche.

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Raffaele Abbate 

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I fujenti se li conosci li eviti

I FUJENTI

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Non posterò foto uova di Pasqua, di colombe in volo, di crocifissi al tramonto, di bianchi agnellini. Parlerò di una iattura che si ripete ogni anno: I fujenti.

Rinomata in tutta la Campania la Festa della Madonna dell’Arco che si rinnova ogni anno, nel giorno del Lunedi’ dell’Angelo, nell’omonimo Santuario di Sant’Anastasia.

L’origine del culto risale al 1450: si narra che un giovane scagliò’ una palla contro l’immagine della Madonna detta dell’Arco perche’ venerata nei pressi degli archi di un acquedotto romano. La statua sanguinò e i fedeli, dopo aver punito il colpevole fecero costruire in quella zona una chiesa che nel corso dei secoli si e’ ampliata.

Da allora la festa si svolge ogni anno, il lunedi’ di Pasquetta. I ‘vattienti’ o ‘fuienti’ vesti di bianco con fasce rosse alla vita e azzurre a tracolla portano correndo fin davanti al Santuario immagini o stendardi raffiguranti la Vergine. Il ritmo ossessivo con quale cadenzano la corsa e il ‘ballo’ davanti al sagrato scatena manifestazioni di religiosita’ popolare che derivano da anchichi riti pagani celebrati per scongiurare la distruzione dei raccolti.

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Ecco questo è il copia ed incolla che ho trovato per accennarvi cosa siano i Fuienti.

Ora però vi racconto cosa significa abitare lungo la direttrice verso il Santuario (e non sono tanto vicino).

Dalle prime luci dell’alba vengo svegliato da musica a tutto volume lanciata nell’aere da giganteschi altoparlanti montati su altrettanto enormi autocarri che trasportano i fuienti verso il Santuario.

E si perchè i devoti arrivano autotrasportati fino a pochi chilometri

Sono come la 38° Divisione Autotrasportata dei Marinesà e fanno altrettanto danno

E sempre e comunque musica in genere neomelodica napoletana

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Di tanto in tanto giusto per non perdere l’allenamento si fermano e lanciano alte grida verso ..il cielo …(diciamo alla Madonna, ma non credo)

Il grado etilico e di altre sostanze psicotrope malgrado l’ora mattutina è già alto…

Di tanto in tanto vengono sparati fuochi pirotecnici..per l’intensità delle esplosioni sembra di essere a Bagdad con Pete Arnett della CNN.

Lungo la strada poi ci sono le esibizioni corali , canore e dei quadri davanti a varie associazioni che mettono per queste “gare” premi in danaro in palio …e a cagione di ciò nascono litigi furibondi….tra le varie chiette (gruppi di fuienti)

Un lungo filmato girato in piazza a Grumo Nevano nel 2012 (se si riesce a vederlo tutto, è insopportabile) 

Insomma dall’alba sino a pomeriggio inoltrato tutte le strade sono ingombre di colonne di fuienti assortiti e quindi è preferibile restare chiusi in casa .

Ma neanche questo basta.

Spesso accade che qualche fuiento e qualche fuienta presi dal parossimo religioso, dai fumi dell’alcool o dagli effetti di altre sostanze, cerchino intimità per scambiarsi effusioni..

E qualche anno fa fu utilizzato, alla bisogna, il mio giardino e fin quando Darko era vivo lo lasciavo libero in giardino per evitare indebite intrusioni. E Darko anche se era buono come il pane aveva un aspetto cattivissimo, era un ottimo deterrente.

Da quando se ne è andato per fortuna non ci sono stati più invasioni. Mi sento tanto Salvini, scopate a casa vostra.

Ah dimenticavo da dicembre di domenica mattina le chiette locali dei fujenti vanno in giro a chiedere soldi e suonano il citofono. Fanno concorrenza ai testimoni di “genova”

Bella rottura di cowlions.

Ecco perchè odio i Fuienti e Pasquetta.

Raffaele Abbate

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Cinema che passione: Marcellino pane e vino

Inverno del 1954 Benevento, consiglio di famiglia, Nonno Ottone deciso prende la parola: “Questo ragazzo deve fare la prima comunione, ha già compiuto nove anni, che si aspetta che vada militare? Non è che mi interessi più di tanto, ma la deve fare.”

E cosi recalcitrante ed immusonito vengo iscritto alla dottrina della parrocchia di San Modesto.

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Non mette conto raccontare le mie vicissitudini con gli insegnamenti di una vecchia bizzoca che puzzava di cera e fiori marci.

Frequentando la parrocchia avevo diritto anche al cinema di sabato sera. La parrocchia aveva, come tante parrocchie dell’epoca, una sala parrocchiale dove si proiettavano film edificanti, consigliati dal Centro Cattolico Cinematografico.

Sempre meglio di niente e poi era un buon pretesto per sfuggire alla fetida insegnante.

E così mi sciroppai storie di santi e beati assortiti, qualche Stanlio ed Ollio, raramente qualche western, opportunamente tagliato delle scene più violente.

Nuovo Cinema Paradiso non mi ha raccontato nulla di nuovo.

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La mia biografia completa

 

cropped-foto-2-e15212074918231.jpgSono nato nella prima metà del secolo scorso in una piangente cittadina di provincia (Benevento). Ho ricevuto una educazione libera (non giocare a pallone che sudi, non ti toccare che diventi cieco, non guardare quelle signore sul ciglio della strada che prendi le malattie) e ho compiuto brillantemente gli studi superiori nel Liceo Classico Francesco Durante di Frattamaggiore al cui confronto l’orfanotrofio di Davide Copperfield è un asilo Montessori, dall’anno della fondazione 1959 fino al 1963

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