Sistema Binario: Luoghi e immagini-Parte IV

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ECCO LA IV PARTE

Una fila di coscritti di leva e di richiamati sostano davanti all’ingresso del Distretto Militare di Avellino, con in mano la cartolina rosa che ordina loro di andare a servire la patria. E’ passato da pochi giorni il 24 maggio e l’esercito sta marciando per raggiungere la frontiera e far contro il nemico una barriera.

distretto

Ottone è arrivato di buon’ora con la speranza di sbrigarsi presto e di ottenere la riforma per la malaria che ha beccato anni prima tra le paludi della Foresta di Allegheny in Pennsylvania.
paludi

Ha già in tasca il contratto di lavoro con la New York Central Railroad , nella stazione di Syracuse. Deve trovarsi ai primi di settembre, ha già prenotato il viaggio da Napoli a New York per lui la moglie ed i due figli. Si parte ai primi di giugno per non tornare più, forse. Aspetta la conferma della compagnia di navigazione per andare a pagare.

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E si parte per il fronte. Sulle pareti dei vagoni, di sicuro su ordine del comandante di piazza, qualcuno ha tracciato con la vernice bianca scritte patriottiche: tutti a liberare Trieste e Trento, Cecco Peppe stiamo arrivando. Tre giorni di viaggio ammasssati in carri merci marci, prima usati per il trasporto dei bovini al foro boario di Nola.

treno

Allo scoppio della guerra, nel maggio del 1915, gli austriaci hanno occupato subito il Col di Lana ed il collegato monte Sief, perché la loro posizione permetteva il controllo della strada verso la Val di Fassa, la Val Badia e tutto il Tirolo Meridionale.

col di lana versante sud

All’arrivo davanti al Col di Lana vengono accolti da scariche di artiglierie e vengono messe in opera profonde trincee a protezione della sede del comando- Il genere vuole arrivare senza rischi, attraversando le trincee sino alla torretta di osservazione verso il Col di Lana.

col di lana generali

Ogni tanto inutili scambi di artiglieria, colpi di mortaio dalla cima del colle che non colgono alcun bersaglio a cui risponde l’artiglieria italiana dal basso, solo per scavare profonde buche nella terra di nessuno tra le due trincee.

cannoni
Per me la guerra sono i disagi che preparano la battaglia; le notti insonni, le veglie su massi ghiacciati e duri; le piogge che bagnano le ossa senza che ci si possa cambiare; il vento pieno di ghiaccioli che taglia la faccia; le marce notturne, in cui ad ogni sasso, ad ogni sterpo, ci lasciamo un brandello di noi; le lunghe, pazienti attese in questa trincea, gocciolante di acqua e di umidità, i piedi ghiacciati che gelano; i viveri che quando arrivano sono gelati; guerra è subire il fuoco, la pioggia nemica di granate e non potersi difendere e dover star fermi e mordersi di rabbia per non poter ripondere al fuoco di chi ci è nemico e che non conosciamo; guerra è il cadavere dell’amico fatto a pezzi vicino a te, ricoveri saltati in aria e gente orrendamente e orribilmente macellata.

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Il  tenente Brugneri si mette ad osservare con il binocolo i suoi amati fratelli austriaci, un raggio di sole colpisce la lente, è un bersaglio troppo facile per il cecchino appostato in cima al colle, un colpopreciso, sfonda la lente e penetra nell’occhio destro. Brugneri cade morto a faccia in giù nel fango della trincea, non si è reso conto di nulla.

fucili

Mucchi di cadaveri vanno a riempire le buche della terra di nessuno scavate dagli scambi di artiglieria. Davanti a questo macello viene dato l’alt e la terza ondata resta in trincea. Ma la strategia degli alti comandi impone la conquista di quel fottuto colle. ammonticchiano.  Ed i morti si ammonticchiano sui reticolati e nella terra di nessuno.

trincea 1

trincea

 

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Ma crepano anche per mano italiana. Il 31 luglio 5 soldati del plotone al comando di Brugneri, nell’intervallo di un attacco, non risultano presenti all’appello. Il giorno dopo i carabinieri a supporto e vigilanza delle operazioni li beccano mentre cercano di allontanarsi lontano dalla zona dei combattimenti. Dall’interrogatorio  si ricostruiscono gli eventi. I due ammettono le proprie colpe nella speranza di cavarsela. Speranza inutile. Mezz’ora di udienza del tribunale militare e la sentenza è : Diserzione davanti al nemico, pena la fucilazione alla schiena. La sentenza viene eseguita nel piazzale antistante le cucine

fucilazione

Data la conformazione del terreno, non è possibile attaccare la posizione nemica, allora un grande stratega pensò di costruire gallerie che permettessero di arrivare sotto il dispositivo difensivo austriaco e farlo saltare in aria. E’ iniziata la battaglia di mine e tocca ad Ottone e alla sua squadra. Prima di Natale inizia lo scavo. E’ un lavoro duro , si scava a mano, quando si deve usare l’esplosivo per far saltare la roccia più dura, Ottone presdispone piccole cariche che fa brillare non appena parte un fuoco di artiglieria per coprire il rumore e non far svelare il piano

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Ottone, è il suo mestiere, carica i fornelli al lume di candela, mentre una trentina di uomini, stesi a terra nell’ultimo tratto dello scavo, fanno il passamano respirando appena, per l’aria viziata, (le pompe ad aria compressa sono state spente, troppo rumore) e l’azione intossicante della gelatina. In nove ore di duro lavoro le due camere di scoppio sono riempite. Il nemico è ormai vicino: si possono addirittura sentire dei passi sopra la volta della galleria. Tutto l’esplosivo è sistemato, Ottone da il via libera e vengono stesi e allacciati i circuiti elettrici.

esplosione

Con il binocolo puntato verso la cima del colle Ottone contempla lo spettacolo superbo. Sulla vetta si è alzata una nube grande, maestosa, immensa, e poi una colossale fontana, diretta verso l’alto, di blocchi, di massi, chissà forse di uomini. Si abbassa il fumo, la cima del Col di Lana non esiste più, il presidio austriaco della cima è rimasto quasi tutto sepolto nell’esplosione.

Un'enorme nuvola, a forma di croce, sovrasta il Col di Lana.

 

Continua 

Di Raffaele Abbate  e Caterina Abbate 

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Sistema Binario: Luoghi e immagini

In ogni romanzo che si rispetti c’è un luogo/una serie di luoghi dove si svolgono gli eventi narrati e più i luoghi sono precisi, più la storia funziona.

Tante sono le location famose da  quella iniziale scelta da Manzoni, quel ramo del lago di Como, al monastero scelto da Umberto Eco per ambientarvi il Nome della Rosa.

In  Sistema Binario che si svolge dalla fine dell’800 fino alla fine della II guerra mondiale  sono diversi i luoghi.

Inizio dal principio.

  • Giuseppe Lomonaco allevatore di bovini nella piana di Santa Ninfa

bovini

  • Giuditta Coppola unica figlia di un ricco proprietario terriero di Casoria anche lui introdotto commerciante di bovini, alla ricerca spasmodica di un erede maschio cui lasciare proprietà e l’avviato commercio.

casoria 1

 

  • la moglie del capostazione di Casoria

vecchia stazione

  • Mercato Foro Boario   di Nola

Cattle_market_in_Nola,_Campania,_1960

  • Macello

macello

  • Convento suore a  Casoria

convento

  • Convento Suore a Grumo Nevano san gabriele
  • Il palazzo da acquistare è adatto ad iniziare una fruttivera attività di macellaio, due terranei, con retrobottega con affaccio nella piazza, un ampio cortile nel retro con una stalla. Al piano superiore tre camere da letto

piazza capasso

(continua)

Di Raffaele Abbate  e Caterina Abbate 

 

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In memoria di papà

papà

4 aprile 1980
Sono le quattro del mattino, sento i cani abbaiare e mi sveglio.
Ma i cani che abbaiano sono solo nella mia mente e difatti squilla il telefono, è mia sorella, tre parole, la voce rotta dal pianto : “Papà è morto“.
Dalla sera prima era evidente che non avrebbe visto il mattino.
Mi vesto e vado.
L’hanno già vestito, camicia bianca, pantaloni scuri, gli cadono da dosso.
Un anno e passa di Alzheimer oltre a divorargli la mente gli ha rosicchiato anche il corpo.
E non voglio ricordarlo così.

Il ricordo di quando era giovane: Don Peppino guerriero in Albania

Campagna di Albania, una guerra  dimenticata 

spedizione

Sono passati due anni e mezzo dal suo arrivo a Valona e per Giuseppe non arriva il tempo del ritorno a casa. Nessuna licenza lunga per tornare in Italia, è un volontario, solo brevi periodi di riposo dal servizio attivo che trascorre al chiuso della fortezza di Valona.

Giuseppe, sergente maggiore volontario, ora addetto alla fureria, da poco ha superato i venti anni, non molto alto, magro, folti capelli neri pettinati all’indietro, su una fronte alta, con uno strano naso a patata che gli dà un’aria da clown, le pelle bianca, quasi diafana, che si arrossa tremendamente appena prende un poco di sole; si slaccia il cinturone e la giberna, è giunta l’ora di salire nel suo alloggio di servizio per tentare inutilmente di dormire.

Da mesi lo affligge un’insonnia resistente ad ogni terapia. Neanche con il laudano riesce a dormire più di due ore.

A questo si aggiungono i ricorrenti attacchi di malaria, regalo delle zanzare albanesi, per cui è costretto ad assumere il chinino.

Così il quadro è completo.

C’è un solo vantaggio del lavoro in fureria: stando lontano dai rischi, ha tanto tempo per pensare al suo noioso passato e al suo fumoso futuro.

Il fatto di essersi offerto volontario nel Genio su consiglio di suo zio Antonino, per evitare di andare al fronte nelle trincee sulle Alpi è stata la cazzata della vita.

Ricorda ancora la sua voce fastidiosamente suadente: “Peppino, ascoltami vai volontario, è per il tuo futuro, metti a frutto il diploma di perito meccanico, puoi fare carriera nell’esercito o dopo la ferma, quando ti congedi, troverai di sicuro lavoro nelle Ferrovie. Ho molti amici che ti possono aiutare e lascia perdere la macelleria di tuo padre che è senza futuro.”

Non è che avesse tutti i torti riguardo alla macelleria, ha evitato il fronte, magari si sarebbe trovato nella ritirata di Caporetto, chissà con quali conseguenze!

Si sarebbe sacrificato, però, soltanto per pochi mesi: infatti dopo l’armistizio sono tornati tutti a casa.

E lui, invece, dopo un anno e mezzo che è finita la guerra, è ancora qui a Valona.

Tutto sommato aveva ragione suo padre di non dare ascolto ai consigli balordi di zio Antonino.

Continua a ricordare.

Dopo sei mesi di corso iniziati all’inizio del 1917, viene incorporato nel 13° reggimento del Genio Ferrovieri ed imbarcato ai primi di giugno da Ancona su una carretta diretta in Albania, il buco del culo del mondo, dove da alcuni anni si sta combattendo una guerra di tutti contro tutti.

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Di Raffaele Abbate 

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Foto di famiglia I puntata

Un album  quasi completo di famiglia,  è solo l’inizio, la protagonista principale  di questa puntata è mia figlia Genny Abbate con alcune guest star non utenti internet

La prima sequenza Genny da piccola 

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La seconda sequenza in gita 

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Al Mare ad Acciaroli 

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Edelandia 

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A Bolzano

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CONTINUA

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Presentazione Prodotti Difettosi-Gaeta

prodotti

La prima ed è come  il primo amore non si scorda mai

Ecco in sequenza le locandina di invito e le foto in una suggestiva e  prestigiosa location

locandina gaeta

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Raffaele Abbate 

PS

Chi è interessato può intervenire a scelta:

a) commentando sul blog

b) scrivendo a questa mail: raffaeleabbate_000@fastwebnet.it

Se  le foto  hanno incuriosito e si vuol leggere il libro lo si può ordinare :

presso il sito dell’editore e c’è anche la versione ebook

presso il portale Mondadori store

Nel caso di acquisto segnalarlo a questa email

raffaeleabbate_000@fastwebnet.it

e verrà inviato un omaggio

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I fetenti- Presentazioni

i fetenti

A maggio 2004 ho pubblicato il mio primo libro I fetenti.

E’  il primo. Ed il primo figlio si festeggia in grande.

Organizzai la presentazione per il 21 maggio  tutto presso la Pro Loco di Grumo Nevano.

A quel tempo ero anche assessore al comune, ma non volli servirmi del  mio ruolo pubblico.

Pagai tutto io, manifesti (tassa di affissione inclusa), biglietti di invito, buffet, fitto sedie (oltre 100).

Il tutto organizzato per le ore 18.00.

L’editore aveva garantita la sua presenza.

A quell’ora tutto pronto, il buffet preparato incluso un cameriere, su un tavolo di fianco al buffet la ragazza della libreria con un pila di libri fatti arrivare per tempo dalla casa editrice.

Doveva andare tutto bene ed invece…

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