Corso di Scrittura-Lezione n. 1

Prima Lezione ovvero Dialogo tra uno Scrittore di successo ed un aspirante scrittore

Scrittore: Romanzi, Raccolte di racconti, nuovi di zecca. Vuole acquistare caro amico le mie opere’

Aspirante: Potrei anche acquistarle, ma vorrei qualcosa in cambio

Scrittore: Dimmi pure, cosa vorresti ?

Aspirante: Oh illustrissimo vorrei conoscere i tuoi segreti di scrittura

Scrittore: La cosa non è tanto semplice da spiegare. Poi perché lo chiedi a me. Sul Web ci sono tanti che organizzano corsi di scrittura creativa. Digita Corsi di scrittura e ti vengono fuori pagine e pagine di proposte di corsi.?

Aspirante: Caro Maestro, ma davvero credi che questi corsi siano utili, che insegnino come si scrive un romanzo o al limite un racconto che abbia la possibilità di essere pubblicato da un editore non a pagamento, venduto ed infine trovare lettori?

Scrittore: C’è un detto che ha una sua validità, “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, e chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica”.

Aspirante: Ed allora ho fatto bene a rivolgermi a te , illustrissimo maestro

Scrittore: Mio giovane amico evita leccate, non mi impressioni con questi mezzucci. Intanto qualche consiglio te lo posso dare.

Aspirante: L’ascolto maestro.

Scrittore: Il vecchio motto, presente in parecchie varianti, è adattabile a qualsiasi ambito lavorativo, ma ultimamente lo trovo calzante soprattutto al mondo di Internet. C’è troppa gente, sul web, che siede in cattedra senza sapere nulla. Troppa gente che presenzia a conferenze ed eventi, sedendo sul palco a predicare (e non dalla parte del pubblico ad ascoltare, come invece dovrebbe essere). Che si autoproclama guru, apre un blog, e ad ogni post riceve entusiastici commenti, sempre e solo dagli stessi seguaci (che, guardacaso, si incensano vicendevolmente sui rispettivi blog). Che scrive non solo ebook, ma a volte veri e propri libri, di carta (e trova pure qualcuno che li pubblica). Ma che non si è mai sporcata le mani Non puoi solo avere letto, rielaborato e riscritto (o ridetto, in qualche evento) quello che trovi su qualche libro/sito/blog/forum famoso. Devi aver prodotto ricchezza per altri, e non solo per te stesso. Devi aver fatto. Altrimenti vai ad ingrossare la fila di cialtroni che alimenta un mercato costruito sulla fuffa.

Aspirante: Ed allora Maestro cosa mi consigli?

Scrittore: Credo che per insegnare L’arte di scrivere non si debba farlo con il metodo docens, vale a dire con un’astratta teoria, ma con il metodo utens, vale a dire usando esempi pratici.

Aspirante: Sono tutt’orecchi illustrissimo.

Scrittore: Ora ti racconto quale sia il mio metodo di scrittura. Quello che faccio io è più o meno quello che fa Umberto Eco, l’ho letto in numerosi articoli del professore e quindi è un metodo che dovrebbe funzionare anche se uno non è Umberto Eco. Allora prima di mettersi allo scrittoio con la penna d’oca occorre costruire l’universo, lo sfondo il mondo di dove si svolgerà il romanzo. Occorre cercare e trovare documenti, foto, mappe, orari ferroviari e quant’altro che permettano di conoscere questo universo, di muoversi al suo interno.

Canapa come 

Venendo al concreto cito come ho operato per il romanzo Canapa ho così operato

cover

• l’universo è Frattamaggiore e dintorni

• Il periodo dagli inizi del 900 fino agli albori degli anni ’50

• La documentazione

• Foto e pubblicazioni sulla canapa come si lavorava , come negli opifici veniva trasformata in corde, teli et cetera

• Articoli di giornali dell’epoca sui fatti di rilievo

• I personaggi come sono fatti, come sono vestiti, cosa fanno, cosa mangiano, cosa pensano

• Gli eventi storici più rilevanti del periodo che possono aver avuto effetto sui personaggi

• La trama: cosa era quel mondo e cosa è diventato

Canapa perché

◦ Delle vocazioni dei vari territori si è persa completamente memoria.

◦ Eppure quando il territorio tra Napoli e Caserta era quello della coltivazione e della trasformazione della canapa o l’oro verde , come molti la definivano, sono trascorsi meno di cinquanta anni.

◦ Le tracce che ancora sono presenti nelle campagne e nella città non hanno alcun significato per le nuove generazioni.

◦ Da qui la ragione di far conoscere ai giovani ed ai meno giovani quel mondo “scomparso”

Canapa cosa 

◦ Il romanzo è scritto con linguaggio semplice, pieno di colpi di scena che appassionano ed avvincono il lettore.

◦ Dalla lettura poi si ricava un quadro completo di cosa era e di come è finito l’oro verde.

◦ Il romanzo di circa 200 pagine racconta le storia di una famiglia di canapieri di Frattamaggiore e si svolge dall’inizio del secolo fino al 1950.

◦ Nel raccontare le vicende ho messo in luce il mondo della canapa, le modalità di lavorazione, i personaggi che si muovono in questa realtà.

◦ Tutta la vicenda è inserita negli eventi storici come l’avvento del fascismo e la II guerra mondiale.

Continua 

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Categorie: Corso di scrittura, narrativa

5 pensieri riguardo “Corso di Scrittura-Lezione n. 1

  1. Non credo ai corsi di scrittura, così come non credo ai corsi di pittura e di qualsiasi altro tipo d’arte. Si possono imparare mille tecniche ma se uno non ha da comunicare niente creerà un’opera vuota, magari famosa, ma vuota. Poi tutti questi che rincorrono il successo, ma cosa cercano? L’arte si nasconde, non si esibisce in questo modo, anzi la si tiene ben nascosta e la si mostra solo a pochi, a chi lo merita soltanto. Non si danno le perle ai porci.

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      1. Io mi riferisco a certi lavori molto intimi. Alcune cose sono troppo personali per mostrarle a tutti. Infatti capita ogni tanto di scoprire degli scritti segreti o dei quadri nascosti. Il fatto è che sono come pezzi di te stesso. Io per esempio i miei quadri li regalo e non li vendo mai. Ma ce ne sono alcuni che nessuno mai ha visto perchè sono di un periodo in cui è venuta fuori una parte di me che deve rimanere solo mia. Infatti spesso bruciavo le mie cose. È un pò complicato per me spiegarti bene ma alcune volte un artista nasconde o distrugge alcune cose di sè. Non è per questione di vergogna ma proprio di avere delle cose più intime. Io per esempio tengo dei diari csrtacei e nei blog scrivo solo una minuscola parte di quello che vivo. Non sono una che esterna tutto di sè. Infatti non uso nemneno i social per mostrare i momenti della mia vita. Io li considero miei e molto personali e se li condivido lo faccio solo con qualche persona a me cara, nella realtà e non nel virtuale.

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